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Curiosità

Curiosità

La ceramica di Caltagirone è uno dei manufatti artigianali siciliani più famosi. Secondo gli esperti, i ceramisti arabi fin dall’827, a seguito della conquista musulmana dell’isola, avrebbero dato un forte impulso all’arte della ceramica, con procedimenti tecnici utilizzati in Oriente. Risulta, infatti, che la bella città di Caltagirone sia stata la culla dei più esperti ceramisti dell’epoca.  

Teste di moro

Un’antica leggenda narra che intorno all’anno 1100, durante il periodo della dominazione dei Mori in Sicilia, nel quartiere Kalsa di Palermo, viveva “una bellissima fanciulla dalla pelle rosea paragonabile ai fiori di pesco al culmine della fioritura e un bel paio di occhi che sembravano rispecchiare il bellissimo golfo di Palermo”.
La ragazza era quasi sempre in casa, e trascorreva le sue giornate occupandosi delle piante del suo balcone. Un giorno si trovò a passare da quelle parti un giovane Moro, che non appena la vide, subito se ne invaghì e decise di averla a tutti i costi. Quindi senza indugio entrò in casa della ragazza e le dichiarò immediatamente il suo amore. La fanciulla, colpita da tanto ardore, ricambiò l’amore del giovane Moro, ma ben presto la sua felicità svanì non appena venne a conoscenza che il suo amato l’avrebbe presto lasciata per ritornare in Oriente, dove l’attendeva una moglie con due figli. Fu così che la fanciulla attese la notte e non appena il Moro si addormentò lo uccise e poi gli tagliò la testa.
Della testa del Moro ne fece un vaso dove vi piantò del basilico e lo mise in bella mostra fuori nel balcone. Il Moro, in questo modo, non potendo più andar via sarebbe rimasto per sempre con lei. Intanto il basilico crebbe rigoglioso e destò l’invidia di tutti gli abitanti del quartiere che, per non essere da meno, si fecero costruire appositamente dei vasi di terracotta a forma di Testa di Moro.
Ancora oggi nei balconi siciliani si possono ammirare Teste di Moro spesso denominate anche “Teste di Turco” di pregevole fattura, un simpatico monito per tutti i mariti!

Pigna

Contrariamente alle teste di moro, la cui storia e il cui significato sono profondamente radicati nella tradizione siciliana, l’altro grande elemento delle ceramiche di Caltagirone non è caratteristico solo dell’isola del Mediterraneo.
La Pigna in ceramica di Caltagirone, infatti, risulta essere un elemento dal profondo valore simbolico riconosciuto da moltissime e diverse culture, non solo in Italia e in Europa ma anche in tutto il resto del mondo. I principali valori simbolici della pigna sono:
forza vitale, prosperità, fertilità.
È proprio con questi significati che la pigna è stata resa potente simbolo e utilizzata per la produzione di numerose tipologie di oggetti da un gran numero di culture e civiltà, del presente come del passato.
In Sicilia la si regala soprattutto per augurare fortuna e buona salute a chi la riceve. La fiamma di una candela all’interno della pigna ha un forte significato simbolico: protezione e pace per tutta la famiglia.
Nella tradizione siciliana si usava adornare le camere da letto dei novelli sposi con le Pigne, come simbolo di fertilità per augurare la formazione di una famiglia numerosa. Oltre le classiche pigne ornamentali, i maestri artigiani ceramisti con la loro creatività hanno creato meravigliosi complementi d’arredo come le lampade, creando dei fori nella pigna in modo da far filtrare la luce, oppure basi di lumi detti “a riccio” per conferire un effetto elegante.  

Lumiere


Nella Sicilia orientale del XVI secolo nacquero le lucerne antropomorfe, dalla voglia dei maestri ceramisti di Caltagirone di far entrare la ceramica in ambienti signorili poiché ritenuta fino a quel momento un materiale povero. Nel ‘700 le lumiere assumono nuove forme, si ebbero infatti dame e gentiluomini riccamente agghindati ma anche monaci, preti, briganti e varie figure storiche tratte dal quotidiano. Senz’altro la lumiera antropomorfa più ricercata, era e tutt’oggi resta la dama con ventaglio e veste a campana. Oggi, nonostante la lumiera abbia perso la sua funzione pratica, risulta comunque essere un prodotto molto ricercato e apprezzato dagli amanti della ceramica, motivo per cui i maestri ceramisti di Caltagirone la inseriscono all’interno dei principali oggetti del loro repertorio produttivo

Presepi e natività


La tradizione del presepe in Sicilia ha origine molto antiche. Risale infatti al VXI secolo con la prima produzione di personaggi della Sacra Famiglia realizzati ad opera di maestri artigiani. Gli artigiani di Caltagirone iniziarono a produrre “figuredde” sempre più ricche di particolari nella forma e nel colore. Ad oggi i “Santari” e i “Pasturari” modellano e adornano le figure della Natività su commissione di chiese e conventi. L’antica tradizione ceramista del luogo influì molto su questa nuova produzione, donandogli caratteristiche tutte particolari e rendendole inconfondibili. In questo modo si cominciò a completare le tradizionali rappresentazioni della Sacra Famiglia con i personaggi della cultura contadina

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